Il potere delle Benedizoni

Benedire è un atto sacro che ognuno di noi ogni giorno compie, spesso inconsapevolmente. Non è affatto un’azione relegata solo all’ambito religioso, anzi proprio il contrario: l’atto di Benedire è l’atto di mettere il proprio amore negli occhi, nei gesti, nelle parole attraverso il suono della voce prima che nel significato, e lasciare che questo agisca, donando a qualcun altro l’energia positiva che dal mio gesto scaturisce.

La grande Confusione di questo Tempo è che viviamo in un ambiente sociale-energetico dove non ci sono più Benedizioni (o quasi?).
Anche se ce ne fossero state poche, il nostro Sistema Nervoso avrebbe saputo distinguerle e auto-regolarsi di conseguenza, ma in un ambiente in cui “tutti” (cioè le persone di fiducia) sono traumatizzati e congelati attorno a noi, non c’è possibilità di distinguere tra verità e menzogna, perché ognuno parla in un modo e agisce in un altro. Questo fa perdere al nostro Sistema Nervoso i punti di riferimento che è programmato biologicamente a ricercare e ci fa sprofondare nella disillusione e nella disperazione nera 1.

Sopratutto quando eravamo bambini e non avevamo la capacità di razionalizzare gli accadimenti attorno a noi, si è formata la sensazione di sfiducia verso le persone che si rapportavano a noi, prediligendo risposte automatiche come tensione, vigilanza, controllo estremo e isolamento, per proteggerci e smettere di soffrire. Tutto questo è stata una risposta automatica di auto-regolazione del Sistema Nervoso Autonomo.

Se le parole del genitore segnalano “sicurezza” (“Fidati di me”, “Ci penso io”) ma la sua voce è stridula (mancanza di prosodìa) o il viso è immobile (segnali di minaccia), il Sistema Nervoso del bambino entra in un conflitto autonomico: mentre la mente razionale cerca di “credere” alle parole, il Sistema Nervoso può attivare una risposta di freeze (congelamento) o di fawn (compiacimento servile) per “sopravvivere” alla situazione di pericolo percepita 2. Per gestire lo stress cronico di questa dissonanza, il bambino impara a sopprimere i segnali che provengono dal corpo (Interocezione). Se il corpo urla “pericolo” ma la mente deve rispondere “va tutto bene”, il bambino “spegne” la connessione con le proprie sensazioni viscerali.

Ognuno è talmente traumatizzato e talmente terrorizzato di sentire il dolore di trovarsi nel vuoto di significato, che non sceglie più di percorrere la strada per liberarsi 3, portando così avanti il fardello nero e appiccicoso di trauma irrisolto che riversa sugli altri, contribuendo a creare un mondo in apparenza oscuro e senza senso.

E se porto in me tutto questo fardello, come faccio a ri-trovare l’autenticità di un gesto amorevole, di uno sguardo pieno di compassione o di un tono di voce amichevole?
Questi gesti non posso “fingerli”, anche se socialmente siamo abituati e addestrati a farlo. Questo addestramento, tecnicamente prende il nome di “Fawning”, cioè l’attitudine a utilizzare il sistema di Comunicazione Sociale (tipico di una persona rilassata) per calmare l’interlocutore ed evitare che ci aggredisca, utilizzandolo come sistema di difesa e non di co-regolazione 4.

La via d’uscita passa ancora una volta dal tuo Corpo. E fortunatamente viviamo in un’epoca in cui abbiamo a disposizione molti strumenti di Lavoro sul Corpo veramente efficaci (in un mare di finti lavori su di sé).

L’atteggiamento di “fare finta che va tutto bene”, se non portato alla coscienza, alimenta il vuoto di significato in cui viviamo. Ci tengo a fare la distinzione tra il vuoto di significato e il Vuoto di cui parlano le tradizioni spirituali, quello della Consapevolezza ritrovata, anche se hanno lo stesso nome, li indico con la lettera minuscola e maiuscola, perché dentro di noi si percepiscono come due sensazioni completamente differenti. Dove il primo è perdita di significato e sensazione di trovarsi davanti a un vicolo cieco, il Secondo è completa Presenza interiore e liberazione da ogni illusione e attaccamento.

E anche qui, se non ne fai Esperienza con il Corpo non puoi sapere la differenza, leggere libri non serve a niente, è il Corpo che te lo può indicare.
In fondo, siamo qui per questo, per fare Esperienza diretta della Vita!

Tutta questa Confusione genera un circolo vizioso che inizia con l’infanzia (ad essere precisa, inizia già dal concepimento, poiché i messaggi “non-verbali” sono impronte energetiche che sono presenti fin dall’inizio 5).

La discrepanza tra il messaggio verbale (“Ti voglio bene”, “Non è successo niente”, “Lo faccio per te”) e il segnale non verbale (tensione corporea, sguardo gelido, micro-espressioni inconsapevoli di disprezzo o rabbia) genera nel bambino una forma estrema di dissonanza cognitiva che in termini tecnici viene definita doppio legame.

Quando un genitore agisce con aggressività o freddezza ma lo giustifica a parole come “amore” o “educazione”, il bambino si trova in un vicolo cieco. Percepisce una minaccia, ma poiché la sua sopravvivenza dipende dal legame con il genitore, non può permettersi di considerare il genitore “cattivo” o bugiardo 6. Il bambino risolve la dissonanza cognitiva rinnegando i propri sensi e concludendo che la propria percezione è sbagliata. Questo porta alla formazione del “Falso Sé” di cui tratta Alice Miller: il bambino si scollega dal proprio sentire profondo per sintonizzarsi esclusivamente sulle aspettative del genitore. La Miller definisce questo processo come un adattamento che salva la vita biologica ma uccide l’integrità psichica: il bambino diventa “bravo” e “compiacente”, ma perde l’accesso alla propria verità interiore.

In un adulto, la dissonanza si risolve cambiando idea o comportamento. Nel bambino, il bisogno di attaccamento è superiore al bisogno di verità, pertanto, la dissonanza viene risolta distorcendo la realtà: “Il genitore ha ragione, io sono il problema” o “Ciò che sento non esiste”. Poiché le due informazioni (parola vs gesto) sono inconciliabili, la psiche ricorre alla dissociazione. La mente razionale accetta la versione ufficiale dell’adulto, mentre la parte più profonda, che sente il dolore, viene relegata nell’ombra, inaccessibile ma carica di sofferenza.

Questo scollamento interno della Mente (intesa come Psiche), porta a una condizione di aridità emotiva:

Incapacità di fidarsi dell’intuizione: Da adulto, l’individuo non saprà più distinguere tra sicurezza e pericolo nelle relazioni, perché è stato addestrato a ignorare il proprio istinto.

Anestesia affettiva: La capacità di sentire gioia o amore è compromessa perché, per non sentire il dolore del “tradimento” dei genitori, è stato necessario abbassare il volume di tutte le emozioni.

La ricerca dell’acqua sacra: La guarigione passa attraverso il recupero della verità sentita attraverso il Corpo. Tornare a sentire le “emozioni legittime”, tornando in contatto con la nostra verità interiore, “bella” o “brutta” che ci appaia, è l’atto che spacca la pietra, il congelamento in cui ci troviamo, e permette alla “sorgente interiore” di tornare a scorrere.


  1. vedi Teoria Polivagale di Stephen Porges e gli studi di Pete Walker. ↩︎
  2. Sottolineo che il “pericolo” di cui fa esperienza il Sistema Nervoso nella maggior parte dei casi (ambiente sociale), non è di vita o di morte fisica, ma è di significato e di senso: il pericolo di sentirsi rifiutato, abbandonato, respinto, giudicato, criticato, … Questi sono pericoli equivalenti alla morte fisica per il Sistema Nervoso di un mammifero. (Vedi anche nota 1) ↩︎
  3. La strada per liberarsi passa dai Lavori con il Corpo e non dal leggere libri o fare meditazioni senza la presenza fisica di una Guida Spirituale autentica. ↩︎
  4. vedi i lavori di Pete Walker e la Teoria Polivagale di Stephen Porges. ↩︎
  5. vedi i lavori di Janine Van der Merwe sull’utero adrenalinico, ad es. nel libro “L’uomo e la donna naturali“. ↩︎
  6. vedi i lavori di Alice Miller, in particolare il libro “Il dramma del bambino dotato↩︎

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