“Per cambiare il mondo bisogna cambiare il modo in cui veniamo al mondo”
Michel Odent è stato una delle figure più carismatiche e influenti della medicina moderna. Chirurgo di formazione e ostetrico per vocazione, Odent ha dedicato la sua vita a una missione apparentemente semplice ma profondamente rivoluzionaria: restituire il parto alle donne, proteggendolo dall’eccessiva interferenza medica.
Egli non era un oppositore della medicina (era lui stesso un chirurgo d’urgenza), ma un sostenitore del rispetto per la fisiologia. Il suo messaggio è chiaro: per cambiare il mondo, dobbiamo prima cambiare il modo in cui nasciamo, garantendo silenzio, oscurità e calore a ogni madre e ogni bambino.
Per dirne una, egli è l’ideatore del “parto in acqua” e il suo lavoro continua a trasformare le sale parto di tutto il mondo. Ma pensare che Michel Odent sia stato solo “il medico del parto in acqua”, sarebbe come non dare credito alla parte più importante del suo lavoro. Odent non è stato un romantico del passato, ma un visionario che ha utilizzato la fisiologia, l’epidemiologia e l’etologia per cambiare le fondamenta della medicina moderna.
Il Periodo Primale: la finestra che modella il Destino
Odent ha coniato il termine “Salute Primale” per descrivere il periodo che va dal concepimento alla fine del primo anno di vita. La sua tesi è che durante questa finestra critica, i nostri sistemi di adattamento (sistema nervoso, endocrino e immunitario) subiscano un “settaggio” definitivo.
Se questo periodo è caratterizzato da alti livelli di ormoni dello stress o da una separazione precoce dalla madre, la “soglia di reattività” dell’individuo cambierà per sempre.
Il “Microbioma” materno
Negli ultimi anni della sua vita, Odent si è concentrato molto sulla batteriologia. Si è infatti reso conto che il bambino, durante un parto naturale, mentre attraversa la vagina della madre, viene “rivestito” dei batteri che sono presenti (il microbioma materno). Questo processo ha preso il nome di di “seeding” (semina) ed è fondamentale per la partenza del sistema immunitario del bambino.
Un parto cesareo programmato, senza rottura delle membrane e in un ambiente sterile, cambia radicalmente il patrimonio batterico del neonato, con potenziali conseguenze su allergie e malattie autoimmuni.
L’Inibizione della Neocorteccia: perché “pensare” ostacola il Parto
Uno dei contributi più importanti di Odent è l’applicazione delle neuroscienze al travaglio. Secondo Odent, il problema principale del parto moderno è che abbiamo dimenticato che l’essere umano è un mammifero. Il parto è un processo gestito dalle parti più antiche del nostro cervello (il diencefalo e il tronco encefalico), quelle che condividiamo con tutti gli altri mammiferi. Per partorire con successo, una donna non ha bisogno di “imparare” nulla; deve invece disimparare a usare la parte razionale del cervello.
La Neocorteccia: È la parte del cervello che pensa, parla e analizza. Durante il parto, la neocorteccia deve “riposare”.
L’Effetto Osservatore: Proprio come ci ha insegnato la fisica quantistica, l’atto di osservare cambia l’evento. Quando una donna si sente osservata, la sua neocorteccia (il cervello razionale) si attiva.
Il Furto di Sangue: L’attivazione della neocorteccia richiede ossigeno e sangue, che vengono “sottratti” all’utero e alle ghiandole che secernono ormoni.
I Disturbi: Luci forti, sentirsi osservate, il linguaggio logico o il freddo stimolano la neocorteccia, inibendo il rilascio di ossitocina, l’ormone fondamentale per le contrazioni.
Le Tre Condizioni del Silenzio: Odent sosteneva che per un parto fluido servissero: Silenzio (niente domande logiche), Oscurità (la luce stimola la vigilanza) e Calore (il freddo rilascia adrenalina).
Il Riflesso di Eiezione del Feto: Odent ha descritto questo fenomeno come una serie di contrazioni potenti e involontarie che portano alla nascita rapida e senza sforzo, possibile solo se la madre si sente in uno stato di totale sicurezza.
La “Scientificazione dell’Amore”: l’Ossitocina come Collante Sociale
Odent ha spostato la discussione dall’ostetricia alla sociologia. Nel suo libro La scientificazione dell’amore, pone una domanda cruciale: “Quali sono le conseguenze a lungo termine di un mondo in cui la maggior parte degli esseri umani nasce senza il rilascio di un cocktail ormonale naturale?”
L’ossitocina sintetica, infatti, utilizzata nei casi di induzione del parto, non attraversa la barriera emato-encefalica. Questo significa che, mentre l’utero si contrae, il cervello della madre non riceve il segnale di “estasi” e “attaccamento” tipico dell’ormone naturale. Odent suggerisce che la nostra capacità di amare noi stessi e gli altri dipenda strettamente dal modo in cui questi recettori vengono attivati nei primi momenti di vita.
La Sinfonia Ormonale: come l’Ossitocina disegna il “Parto Perfetto”
Per Michel Odent, il parto non è un evento meccanico, ma una sinfonia ormonale estremamente delicata. Se un solo strumento suona fuori tempo, l’intera esecuzione ne risente. Al centro di questa orchestra c’è l’ossitocina, spesso definita da Odent come l’ormone dell’altruismo e del legame.
Ma come dovrebbe funzionare il “ciclo giusto” dal punto di vista fisiologico?
Il Ciclo Naturale: Ossitocina vs Adrenalina
Il segreto di un parto fluido risiede nell’equilibrio (o meglio, nella collaborazione) tra due ormoni:
- L’Ossitocina (L’Ormone del “Sì”): Viene rilasciata quando ci sentiamo al sicuro, amati, al caldo e in intimità. È responsabile delle contrazioni uterine e del piacere dell’abbraccio. È l’ormone che dovrebbe essere presente nella maggioranza del tempo, sia durante il parto che durante la vita di tutti i giorni, se vivessimo in una condizione di naturalezza.
- L’Adrenalina (L’Ormone del “No”): È l’ormone dell’emergenza. Se la madre ha paura, sente freddo o si sente osservata, il corpo rilascia adrenalina. L’adrenalina blocca l’ossitocina. È un meccanismo di sopravvivenza ancestrale: se un predatore attacca, il corpo della madre “ferma” il parto per permetterle di scappare.
Il problema moderno: Spesso le sale parto, con le loro luci forti e il viavai di estranei, attivano l’adrenalina della madre, bloccando il ciclo naturale del parto.
Le Tre Fasi del Ciclo Ormonale Ideale
Secondo gli studi di Odent, il ciclo corretto segue una curva precisa:
Fase A: L’Innalzamento Progressivo (Il Travaglio)
L’ossitocina viene rilasciata in modo pulsatile (a ondate). Più il travaglio avanza, più il cervello ne rilascia, accompagnata dalle endorfine (gli oppiacei naturali del corpo).
- Risultato: La madre entra in uno stato di coscienza alterato (il cosiddetto “Pianeta Parto”), dove la percezione del dolore cambia e il tempo sembra fermarsi.
Fase B: Il Picco Massimo (Il Riflesso di Eiezione Fetale)
Poco prima della nascita, se la madre non è stata disturbata, avviene un fenomeno straordinario. Il corpo rilascia una scarica improvvisa di adrenalina (legata a un istinto primordiale di protezione) che, paradossalmente, provoca un picco finale e massiccio di ossitocina.
- Risultato: Le contrazioni diventano potentissime e involontarie. Il bambino nasce rapidamente e la madre è vigile, pronta a proteggerlo.
Fase C: L’Ora d’Oro (Il Post-Parto)
Il momento della nascita è il picco di ossitocina più alto di tutta la vita di una donna. Questo calore serve a due scopi:
- Espellere la placenta in modo sicuro, prevenendo emorragie.
- Creare il legame (Bonding): Il cervello della madre viene letteralmente “inondato” di amore, garantendo che si prenda cura del neonato immediatamente.
Ossitocina Naturale vs Sintetica: La Grande Differenza
Odent ha dedicato gran parte della sua carriera a spiegare perché l’ossitocina iniettata (quella sintetica) non è la stessa cosa di quella autoprodotta naturalmente dal Corpo, con i suoi giusti tempi e modi.
| Caratteristica | Ossitocina Naturale | Ossitocina Sintetica (Induzione) |
| Azione sul Cervello | Attraversa la barriera emato-encefalica (produce estasi e legame). | Non raggiunge il cervello (agisce solo sull’utero). |
| Effetto sul Dolore | È accompagnata da endorfine (antidolorifici naturali). | Non produce endorfine (il dolore è spesso più acuto). |
| Ritmo | Pulsatile (permette pause di ossigenazione al bambino). | Continua (può stressare il battito fetale). |
| Effetto Post-Parto | Favorisce l’allattamento e il legame immediato. | Può interferire con i primi riflessi di suzione del bambino. |
L’Acqua e l’Ossitocina
Odent è celebre per aver introdotto l’uso delle vasche per il parto nell’ospedale di Pithiviers, in Francia. Per lui l’acqua non era un fine, ma un mezzo. L’acqua calda, infatti, agisce come un potente analgesico naturale, aiutando la donna a rilassarsi ed entrare in uno stato di coscienza alterato, riducendo i livelli di adrenalina (l’ormone della paura) e favorendo il flusso di ossitocina, da lui definita “l’ormone dell’amore”. Il suo lavoro ha dimostrato che quando l’ambiente è rispettoso, la necessità di interventi chirurgici diminuisce drasticamente.
La Salute Primale: Il Futuro si decide alla Nascita
Una delle ricerche più ambiziose di Odent riguarda la Salute Primale. Attraverso il suo centro di ricerca a Londra, ha raccolto migliaia di studi per dimostrare una tesi affascinante:
Il periodo che va dal concepimento al primo anno di vita (il “periodo primale“) modella la nostra salute fisica, la nostra capacità di amare e persino la nostra tendenza alla socialità o all’aggressività da adulti.
Per decenni, Odent ha curato il Primal Health Research Database, una raccolta di studi che collegano il periodo intorno alla nascita a diverse condizioni di salute a lungo termine. Le sue ricerche indicano correlazioni statistiche tra difficoltà nel periodo primale e:
- Disturbi dell’apprendimento e autismo.
- Tendenza all’obesità e malattie metaboliche.
- Capacità di gestire lo stress nell’età adulta.
Le sue banche dati collegano le modalità di nascita a patologie moderne come l’autismo, l’obesità e le malattie cardiovascolari, suggerendo che proteggere la nascita significa proteggere il futuro della specie umana.
La domanda che lui pone è: “Che tipo di mondo stiamo costruendo attraverso i protocolli ospedalieri attuali?”
Il Ruolo del Partner e del Professionista
Odent ha spesso espresso pareri controcorrente, talvolta provocatori. Ad esempio, metteva in guardia sulla presenza del padre in sala parto: aveva spesso notato, infatti, che la preoccupazione o l’ansia del partner, che spesso si sente “impotente” e “in dovere” di fare qualcosa, si trasmettono alla donna in travaglio, attivando la sua neocorteccia e disturbando e rallentando il processo naturale in atto. La base su cui tutto il parto poggia è proprio il non fare, ossia lasciar fare alla Natura, con i suoi modi e i suoi tempi, le azioni necessarie. E il ruolo della madre, connessa all’esperienza naturale, diventa un semplice affidarsi e mai un fare.
Per Odent, la figura ideale accanto alla partoriente è la “figura materna” (come la Doula o l’ostetrica esperta): una presenza silenziosa, che cuce o lavora a maglia in un angolo, trasmettendo sicurezza senza “osservare” o giudicare. La Doula, infatti, mantiene i confini di quello che è noto come “campo ossitocinico“: il campo di rilassatezza e sicurezza necessario alla donna per entrare nel travaglio e partorire naturalmente.
Un’Eredità per il Futuro
Il messaggio di Odent è un invito all’umiltà per la medicina moderna: “Non possiamo aiutare un processo fisiologico, possiamo solo evitare di disturbarlo.” Creare l’ambiente giusto per il ciclo dell’ossitocina non è un lusso romantico, ma una necessità biologica per la salute delle generazioni future. Egli osservava, infatti, che per la prima volta nella storia (conosciuta) dell’evoluzione, la maggior parte delle donne partorisce con l’aiuto di ossitocina sintetica o tramite intervento chirurgico.
Cosa succede se, per generazioni, smettiamo di utilizzare la nostra capacità naturale di rilasciare “l’ormone dell’amore”? Odent temeva un indebolimento dei tratti umani legati all’empatia e all’altruismo, suggerendo che la fisiologia del parto sia legata alla capacità stessa di amare.
Egli non era un oppositore della medicina (era lui stesso un chirurgo d’urgenza), ma un sostenitore del rispetto per la fisiologia. Il suo messaggio è chiaro: per cambiare il mondo, dobbiamo prima cambiare il modo in cui nasciamo, garantendo silenzio, oscurità e calore a ogni madre e ogni bambino.
Il Messaggio di Michel Odent
Il lavoro di Odent ci lascia con una domanda aperta: “Siamo pronti ad accettare che la medicina, pur salvando vite, sta cambiando la natura stessa dell’essere umano?”
Leggere Odent non significa essere “contro” la medicina, ma diventare consapevoli che ogni intervento ha un prezzo a lungo termine. La sua eredità è un invito alla protezione: proteggere l’intimità della madre, il silenzio della sala parto e quel primo, magico incontro pelle-a-pelle tra due esseri umani.
I Libri principali: la Mappa del Tesoro di Odent
| Titolo | Di cosa parla |
| Ecologia della Nascita | La guida essenziale sui bisogni fisiologici della partoriente. |
| La scientificazione dell’amore | Come la biologia spiega l’attaccamento tra madre e figlio. |
| Il Cesareo | Una riflessione critica su quando la chirurgia è necessaria e quando è abuso. |
| Nascere nell’era della plastica | L’impatto del mondo moderno sulla nostra biologia. |
Michel Odent ha scritto incessantemente per oltre 50 anni. Ecco un elenco dei suoi lavori più importanti, molti dei quali sono pietre miliari della letteratura medica e sociologica:
Gli Anni della Rivoluzione (Pithiviers)
- Bien-naître (1976) – Il debutto, dove racconta l’esperienza dell’ospedale di Pithiviers.
- Genèse de l’homme (1979) – Riflessioni antropologiche sulla nascita.
- L’acqua e la nascita (1983) – Il libro che ha introdotto il parto in acqua al grande pubblico.
- Il neonato è un mammifero (1990) – Uno dei suoi testi più celebri sulla natura istintiva del neonato.
La Maturità e la Salute Primale
- L’agricoltore e il ginecologo (2002) – Un parallelo tra l’industrializzazione dell’agricoltura e quella del parto.
- La scientificazione dell’amore (1999) – Fondamentale per capire il ruolo dell’ossitocina.
- Il Cesareo (2004) – Analisi storica e medica della nascita chirurgica.
- Abbracciamolo subito! (2005) – Sull’importanza dell’ora d’oro (il primo contatto dopo il parto).
Le Riflessioni Evolutive
- Le funzioni degli orgasmi (2008) – Esplora il legame tra sessualità, parto e allattamento.
- Nascere nell’era della plastica (2011) – Come l’ambiente moderno influisce sulla nostra chimica interna.
- L’ossitocina: l’ormone dell’amore (2012).
- La nascita e l’evoluzione dell’Homo Sapiens (2013) – Una prospettiva antropologica sul futuro della specie.
- Sopravviveremo alla medicina? (2015) – Un monito sui limiti della tecnocrazia medica.
- La nascita nell’era della chimica (2017).
- The Future of Homo (2019) – L’ultima grande sintesi del suo pensiero evolutivo.
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