“Anche il prossimo respiro non è nelle mie mani” Amma
Il tentativo compulsivo di voler controllare gli eventi della vita non è un movimento connesso con la Realtà, ma è solo l’atto di creare dei mondi mentali in cui immaginare cosa gli altri pensano di me, come “dovrebbero” andare le cose, e poi agire in accordo a questo mondo, caricandolo con tutte le mie emozioni e le mie aspettative su eventi che in realtà io non posso assolutamente controllare.
Solo l’Azione è nelle mie mani, il Risultato è nelle mani del Divino.
Se credo che tenere le cose sotto controllo (o le persone) sia il modo “giusto” di fare, non sto guardando la Realtà e gli altri per quello che sono, ma sto invece restando chiusa nel mondo mentale che ho costruito, agendo da dentro a una scatola mentale e continuando a dare forza e vita a quel mondo con la mia energia, quell’energia che mi servirebbe per sentire la Vita e provare Gioia.
“Il controllo eccessivo affatica più dello sforzo.” Marco Farinella
Secondo questo modo di fare, mi creo le più contorte fantasie su cosa gli altri pensano di me, cosa “dovrei” fare, come “dovrei” apparire. E perdo irrimediabilmente il contatto con il mio Cuore, il mio vero Sentire, che mi arriva solo attraverso l’ascolto del mio Corpo.
Questo modo sconclusionato di utilizzare le mie energie e la mia immaginazione, l’ho imparato fin dall’infanzia, quando anno dopo anno, sono stata spinta “fuori dal Corpo”, per cercare le risposte e il sollievo agli eventi della vita “fuori”, in un posto cioè che non esiste, non è Reale, che è solo una grande immaginazione collettiva: un grande Dovrebbe verso cui tutti noi guardiamo e a cui diamo energia attraverso i nostri sforzi disperati di alleviare le sofferenze che ci abitano. E mentre leggi queste parole, senti cosa si fa sentire nel tuo Corpo.
Purtroppo non è questo il modo sano di vivere, abbiamo sbagliato strada, da tanto tempo ormai.
Ciò che Esiste è solo quello che sento, e si trova fuori-dentro contemporaneamente. Ma se non sento, se non mi sento, non sono in grado di riconoscere e distinguere la Realtà dall’immaginazione, non sono in contatto con la Vita, con l’Esperienza e soprattutto la Gioia di esserci, Qui e Ora. Anzi, vivere diventa un interminabile trascinarmi verso la prossima meta, il prossimo obiettivo… senza pace, senza posa, senza un reale Scopo.
Il controllo non è reale.
Esiste l’Attenzione, che è Reale. E l’Intenzione, che è il vero “controllo”, come viene inteso negli insegnamenti spirituali.
E dopo tutto questo correre senza sentire, quando poi arriverà la Morte per me, che cosa farò? Anche se non ci penso e vivo come se non dovessi mai morire, come se morire fosse uno sgarbo della Vita nei miei confronti, tutti dobbiamo morire. E se sei uno di quelli che si sente male a leggere queste parole, ti invito a renderti conto adesso che non stai vedendo la Realtà per quella che È.
Come riuscirò ad affrontare la Morte e a lasciarmi dolcemente staccare dalle illusioni per fare ritorno nei mondi spirituali? Se non mi alleno Ora a vivere, Quel giorno non saprò assolutamente morire, e sarà la sofferenza più grande della mia vita.
Renditi conto che Quel giorno è il giorno più importante di tutta la tua Vita, quello che dà senso e coronamento a tutto ciò che hai fatto in questa vita.

“Date parole al dolore: il dolore che non parla bisbiglia al cuore sovraccarico e gli ordina di spezzarsi” – Shakespeare (Machbeth, atto IV, scena III)
Il modo per risistemare tutto questo disordine c’è, ed è iniziare ad ascoltare Ora: partendo dal mio Corpo.
Non è facile cominciare, perché nel mondo sociale in cui viviamo oggi non si hanno più gli strumenti spirituali che ci aiutavano, c’è un’immensa divisione e isolamento… ma gli Strumenti ci sono ancora, per chi sa dove guardare. E non mi riferisco agli Strumenti spirituali delle altre Culture (strumenti utilissimi ma non esattamente adatti allo Spirito Occidentale di cui ognuno di noi è esperessione, come Essere Umano nato in Occidente).
Nel Lavoro che porto avanti ti accompagno a tornare in ascolto del tuo Corpo, non a immaginare di sentire, ma a SENTIRE senza più dover pensare.
Questo è tornare a Casa.

